Itinerario facile, adatto a tutti, tempo di percorrenza indicativo: 3 ore
Dislivello: circa 400 mt
INTRODUZIONE
L'itinerario tra le borgate di Marmora accompagna il visitatore attento alla scoperta di veri e propri gioielli di architettura ed arte rurale. Il comune godeva di grande prosperità nel periodo medievale; i dipinti quattrocenteschi di Giovanni Baleison e le case signorili presenti nelle diverse frazioni ne sono la testimonianza. Ricorrono elementi architettonici come la bifora, i pilastri rotondi, le facciate a vela. Su molte case sono presenti affreschi del pittore itinerante Giors Boneto di Paesana, che ha operato a Marmora tra il 1807 e il 1808.
Contrassegni costanti e caratteristici di tante borgate sono le cappelle e in tutte una o più fontane-lavatoio.
IL PERCORSO
L'itinerario inizia dalla borgata Vernetti (la Ruhà, 1223 m). Costeggiando il municipio e l'ufficio postale, in un prato (Iou pra d'la Toure) si scorgono i resti di un'antica torre di guardia. Si procede e si giunge al santuario della Madonna del Biamondo.
Lasciato a destra il bivio per Finello (lou Filel), la strada prosegue lungo il torrente fino alla borgata San Sebastiano (San Bastian, 1338 m).
Attraverso una comoda mulattiera si giunge in borgata Arata (l'Arà, 1390 m) e si continua per 200 metri su strada asfaltata che porta alle borgate Garino (Iou Garin) e Torello (Iou Tourel, 1393 m). Da qui si sale a borgata Tolosano (Iou Trousan, 1516 m) percorrendo il vecchio sentiero in leggera salita. Si scende quindi tra i larici lungo la carrozzabile asfaltata, che nell'altra direzione conduce al colle dell'Esischie e al colle del Mulo. Una breve deviazione ci porta a Urzio (Uers, 1497 m) e sulla mulattiera ad Arvaglia (Arvajo). L'itinerario, suggestivo e panoramico, procede in direzione di Reinero (Iou Reinier, 1465 m) con un'agevole salita nell'ultimo tratto.
Su sterrato e asfalto si giunge alla Parrocchia (la Ghieiso, 1548 m) che domina tutta la Valle e regala un panorama senza eguali. Prima di iniziare la discesa una deviazione conduce a Sagna Rotonda (Sagno Riundo) . Ritornando alla parrocchia si scende verso le borgate Superiore (la Ruhà Soubirano) e poco più in basso i piccoli agglomerati di Sodà (lou Soudà) e Serre (Iou Sere). Da qui un sentiero conduce al Brieis (lou Brieis) (1416 m), da dove, sempre attraverso la mulattiera si ritorna a Vernetti.
VERNETTI
E’ la più a valle delle borgate di Marmora (a parte Ponte Marmora) Per qualche verso è la più importante in quanto sede del Municipio, dell’Ufficio Postale e delle antiche dimenticate fiere (il 31 agosto la fiera vera e propria, il 13 settembre la cosiddetta “Fiero di débi” durante la quale si pagavano all’esattore le tasse del bestiame e dei terreni.
Un sentiero fra le case, dopo la fontana, conduce a quello che resta della piccola chiesetta, già dedicata a San Giacomo e documentata nel 1730.
Sono presenti interessanti elementi architettonici: una casa signorile con facciata a vela e, su un balcone, tre portali sui cui architravi sono scolpiti una croce, due alabarde e un simbolo solare; il forno comune utilizzato un tempo dalla popolazione per la panificazione, con tetto in lose a doppio spiovente; e la scritta "senza rumor l'ora paleso, senza parlar son inteso" su un edificio che indicava probabilmente un'antica meridiana.
BIAMONDO - SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BIAMONDO
a Biamondo il “Santuario della Madonna del Biamondo” reca la data del 1719. E’ sorto su un pilone votivo affrescato con una Madonna in trono con bambino, datato 1543, ben conservato e attualmente incorporato in un altare ligneo;
SAN SEBASTIANO
La borgata è composta da due piccoli nuclei di case: quello più in alto con la ex scuola e portali in pietra sotto pesanti intonaci e un secondo attorno alla Cappella dedicata ai
Santi Sebastiano e Fabiano. Oltre alla cappella da visitare anche il Mulino segheria con affresco (a destra della cappella) di prossima ristrutturazione. Sulla facciata del mulino è presente un affresco di Giors Boneto, pittore itinerante di Paesana, che ha operato nel Comune di Marmora in diverse borgate negli anni 1807-1808. Il dipinto realizzato entro una nicchia, raffigura in alto la Madonna assunta in cielo tra le nuvole: reggono il manto azzurro della vergine due cherubini. In basso a sinistra San Martino a cavallo taglia con la spada il mantello per un personaggio nudo seduto ai suoi piedi; a destra San Sebastiano, ferito dalle frecce e legato ad un palo; alle sue spalle San Matteo con il libro in mano.Da notare arrivando, a sinistra, la pregevole ristrutturazione di un ampio fabbricato situato alle spalle del forno perfettamente funzionante dopo i lavori di restauro.ARATANella borgata, molto rimaneggiata, si trova un pilone votivo e vi è "posteggiato" un bel carro decorato. Risulta asportato in passato uno splendido portale in pietra scolpita attribuito agli Zabreri, con piedritti in marmo bianco levigato e ricca iconografia (fonte: “VALLE MAIRA” di M. Cordero e M. Chegai)
GARINO
A Garino si trovano alcuni portali in pietra e, sulla prima casa della borgata, una originalissima bifora medioevale in pietra scolpita. Rappresenta una figura umana, murata sul fronte di una casa, la quale mostra anche due pregevoli portali in pietra e finestre medievali.
E’ presente un affresco di Giors Boneto (numero civico 4)
Riproduce la Madonna del Rosario con bambino, S. Michele arcangelo con in mano la bilancia per pesare le anime, San Costanzo, martire della legione tebea, e anime del purgatorio.
TORELLO
Nella borgata ci sono tre affreschi di Giors Boneto su facciate di abitazioni.
Il primo, al numero civico 10, riproduce la Madonna del rosario con bambino, S.Costanzo e S.Margherita con il drago sconfitto sotto i piedi che, secondo la leggenda, le apparve dopo le torture subite per aver dichiarato la sua fede cristiana;
il secondo (casa a destra prima della fontana lavatoio) raffigura la Madonna dei 7 dolori con Cristo morto, S. Giacomo, con al collo la conchiglia simbolo del santo e del famoso pellegrinaggio di Santiago de Compostela. Sembra che il simbolo derivi dall'usanza dei pellegrini che un tempo, per provare il loro viaggio, si spingevano fino al mare a Finisterre per raccoglierne una. Davanti a San Giacomo è raffigurato S.Antonio Abate con il bastone a T, a destra invece S.Bernardo da Mentone con demonio incatenato.
Arricchiscono l'affresco gli strumenti simbolo della passione: il flagello, la corona di spine, i dadi, il gallo ...; nel terzo affresco (casa a sinistra della fontana lavatoio) sono rappresentati Cristo crocifisso, San Michele Arcangelo con in mano la bilancia, S. Margherita con in mano il crocifisso con cui sconfisse il drago e S.Chiaffredo, martire della legione tebea.
TOLOSANO
Tra muri a secco e qualche tratto ancora lastricato, la borgata presenta anche interessanti elementi architettonici come pilastri rotondi, tetti a larghe falde per creare aree protette per i lavori invernali e balconate in legno di larice.Il vecchio forno è stato recentemente rimesso in funzione.
Una curiosità della borgata tratta dalla guida “Valle Maria” di Mario Cordero e Milli Chegai è la seguente: di fronte alle stalle di una grande casa plurifamiliare, già sede di un piccolo museo del lavoro e della vita su queste montagne, su un’asse lignea che fa soffitto al passaggio coperto, si legge, magnificamente incisa, una frase curiosa che recita così: “Pasa gere penca tua da morire far tuto celo tuo ma pesca il fine tuto vera fine ma la trita no mai fu fine” facendo pensare a un’invocazione sulla brevità della vita e sull’infinità della trinità divina.
Ad inizio borgata arrivando dal sentiero si trova la Cappella dedicata a
San Giorgio e Sant' Anna. Nella borgata ci sono tre affreschi di Giors Boneto:
il primo, sulla facciata della casa a destra della cappella, racconta la scena della crocifissione con a sinistra Sant'Antonio Abate, con la campanella e a destra S. Giovanni evangelista. Le due figure femminili rappresentano probabilmente la Vergine Maria e Sant'Anna. Contornano la scena gli strumenti della passione;
il secondo, sulla facciata della 2° casa sempre sulla destra risalendo il sentiero, raffigura la Madonna dei 7 dolori con Cristo morto;
continuando il sentiero, sulla facciata di fronte, troviamo dei frammenti di affresco: sono visibili due affreschi distinti, benché vicinissimi, dove sono stati dipinti la Madonna e santi.
Il terzo affresco si trova sulla facciata dell’ultima casa della borgata, sulla destra.
Si conservano il braccio destro della Madonna che regge il rosario, la figura di San Giuseppe e l'immagine di un martire della legione tebea.
URZIO
Qui c’è uno dei migliori esempi di casa signorile presente in tutta la valle, con una magnifica facciata a vela con quattro piani sul lato a valle e uno, adibito a fienile, sul lato a monte.
REINERO
La borgata è senz’altro quella più ricca di elementi architettonici di pregio: passeggiando tra le case sarà facile individuare portali e finestre medievali in pietra, magnifiche balconate in legno e il forno comune della borgata, datato 1557 con pronao coperto da volta a botte e che, secondo la tradizione locale, cuoceva fino a 80 pani per volta.
La grande casa che ci introduce nella borgata è ricca di motivi di interesse. A partire dalle stalle, con volte a botte, il pozzo interno, i portali in pietra, così come un bel camino decorato di teste scolpite, alcuni travi di legno scolpite con motivi araldici e antropomorfi. Qui aveva sede la scuola. Oltre alla chiesa dedicata a
Sant’Antonio Abate si trovano i seguenti affreschi:
sulla casa a sinistra del forno uno più piccolo raffigurante la Sindone, mentre dell'altro è visibile la Madonna del rosario con bambino.
Sono opera del pittore Pietro Allena e risalgono al 1727.
Scendendo verso Vernetti troviamo a destra, sulla facciata di una casa, l’affresco di Giors Boneto.
Entro una semplice cornice rossa continuata nella parte alta, è dipinto su cielo azzurro di sfondo il Cristo in croce con il corpo sanguinante, alla sua destra S.Anna, a sinistra San Pietro che tiene la chiave del Paradiso.
CHIESA PARROCCHIALE
La chiesa, già citata in documenti trecenteschi, assunse l'aspetto attuale nel XVIII secolo. Dati archivistici attestano il suo ingrandimento negli anni 1946/47/48. Pregevole il campanile gotico che sovrasta tutta la valle di Marmora.
Esternamente la chiesa presenta affreschi del periodo medievale. Sotto il portico, l’intervento di restauro, condotto dalla Sovraintendenza ai beni artistici alla fine degli anni Ottanta, ha riservato una piacevole sorpresa. In seguito alla rimozione di una lastra addossata ai dipinti è stata riportata alla luce una scritta nella quale si legge, in italiano, il seguente motto: “Facendo male – sperando bene – lo tempo passa e la morte viene”, seguito, in latino, dalla data (20 giugno 1459) in cui “hoc opus celebratus fuit” e dal nome dell’autore “Thomas de Buscha pixit”.
L’intervento ha migliorato notevolmente la lettura dei soggetti rappresentati nei vari riquadri: un grande San Cristoforo che traghetta Gesù Bambino e una teoria di santi compresa entro archetti trilobati. I santi raffigurati sono San Gregorio, San Massimo, San Francesco che riceve la stigmate e San Girolamo. Questi ultimi affreschi sono opera di Tommaso Biasacci di Busca, attivo qui nel 1459.
Sempre all’esterno sono presenti due meridiane che risalgono al 1722 e al 1664. Quest’ultima pare essere la più vecchia della Valle Maira.
Le meridiane, già restaurate nel 1800, sono state riportate al loro antico splendore nel 2008.
La chiesa, ad un'unica navata e con volte a crociera, è costituita da due cappelle laterali.
Nella cappella destra, accanto ad un'ara d'epoca romana raffigurante la vittoria alata, l'affresco del santo cavaliere, San Giuliano, é databile nel tardo secolo XV; mentre sull'arco di ingresso di quella a sinistra è scolpita una figura zoomorfa, forse un leone (1479) e sulla chiave di volta compare il trigramma di Cristo.
L'altare in legno è sovrastato dalla tela raffigurante San Gregorio collocata in loco nel 1782, mentre la pala del Suffragio (1748), attribuita a Giuseppe Domenico Barbetti, riproduce la Madonna con Bambino, San Giuseppe, San Bernardo e le anime del purgatorio.
Il fonte battesimale ottagonale in stile tardo romanico del XV secolo è scolpito sulle facce laterali con figure umane come Adamo ed Eva, la vergine con bambino, gli Evangelisti, la crocifissione oltre a motivi geometrici e fitomorfi.
SAGNAROTONDA
La borgata è disabitata da circa 50 anni e sarà quasi totalmente ristrutturata.
Le case sono disposte in modo da formare un vero e proprio villaggio essendo raggruppate intorno a un cortile con balconi, scale e camini.
Al numero civico 5 è presente sulla facciata una affresco di Giors Boneto.
AI centro della scena, delimitata da una semplice cornice rossa continuata nella parte alta, sono dipinti la Vergine e il bambino che porgono lo scapolare (sopravveste senza maniche per religiosi) a S.Michele Arcangelo e a San Bernardo.
SUPERIORE
Scendendo dalla Chiesa Parrocchiale verso Vernetti la prima borgata che si incontra è Superiore con la cappella di
Santa Maria .
Qui troviamo case ben restaurate che si affiancano a ristrutturazioni pesanti.
SODA’ e SERRE
Poco più in basso sono le piccole borgate di Sodà e Serre. In quest’ultima, a fianco della strada che scende verso Brieis, si trova un piccolo forno che prossimamente sarà ristrutturato.
BRIEIS
La borgata è dominata da una torre con tetto a quattro spioventi; nella tradizione popolare è la “casa dl'avoucat”.
Il forno appoggiato alla roccia, sopra la fontana, è assai interessante anche per il caratteristico tetto a un solo spiovente.
La cappella è dedicata alla Santissima Trinità come si legge nel cartiglio dell'affresco datato 1677(*).
Da Brieis parte il sentiero che raggiunge direttamente Vernetti, capoluogo del Comune.
NOVITA'!!!!!!
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...molte informazioni sono state tratte dal libro:“per antichi sentieri” a cura di Mario Cordero.











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