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CHIESA PARROCCHIALE

CHIESA PARROCCHIALE


La chiesa, già citata in documenti trecenteschi, assunse l'aspetto attuale nel XVIII secolo. Dati archivistici attestano il suo ingrandimento negli anni 1946/47/48. Pregevole il campanile gotico che sovrasta tutta la valle di Marmora.

Esternamente la chiesa presenta affreschi del periodo medievale. Sotto il portico, l’intervento di restauro, condotto dalla Sovraintendenza ai beni artistici alla fine degli anni Ottanta, ha riservato una piacevole sorpresa. In seguito alla rimozione di una lastra addossata ai dipinti è stata riportata alla luce una scritta nella quale si legge, in italiano, il seguente motto: “Facendo male – sperando bene – lo tempo passa e la morte viene”, seguito, in latino, dalla data (20 giugno 1459) in cui “hoc opus celebratus fuit” e dal nome dell’autore “Thomas de Buscha pixit”.

L’intervento ha migliorato notevolmente la lettura dei soggetti rappresentati nei vari riquadri: un grande San Cristoforo che traghetta Gesù Bambino e una teoria di santi compresa entro archetti trilobati. I santi raffigurati sono San Gregorio, San Massimo, San Francesco che riceve la stigmate e San Girolamo. Questi ultimi affreschi sono opera di Tommaso Biasacci di Busca, attivo qui nel 1459.

Sempre all’esterno sono presenti due meridiane che risalgono al 1722 e al 1664. Quest’ultima pare essere la più vecchia della Valle Maira.
Le meridiane, già restaurate nel 1800, sono state riportate al loro antico splendore nel 2008.  
La chiesa, ad un'unica navata e con volte a crociera, è costituita da due cappelle laterali.

Nella cappella destra, accanto ad un'ara d'epoca romana raffigurante la vittoria alata, l'affresco del santo cavaliere, San Giuliano, é databile nel tardo secolo XV; mentre sull'arco di ingresso di quella a sinistra è scolpita una figura zoomorfa, forse un leone (1479) e sulla chiave di volta compare il trigramma di Cristo.
L'altare in legno è sovrastato dalla tela raffigurante San Gregorio collocata in loco nel 1782, mentre la pala del Suffragio (1748), attribuita a Giuseppe Domenico Barbetti, riproduce la Madonna con Bambino, San Giuseppe, San Bernardo e le anime del purgatorio.

Il fonte battesimale ottagonale in stile tardo romanico del XV secolo è scolpito sulle facce laterali con figure umane come Adamo ed Eva, la vergine con bambino, gli Evangelisti, la crocifissione oltre a motivi geometrici e fitomorfi.